Mostra dal 15 al 30 ottobre 2006 - orario 10.00/13.00 - 17.00/20.00

 

 

 

~ Giuseppe Bombaci ~
~ Pietro Marchese ~
~ Giovanni Blanco ~
~ Davide Tito ~
~ Luigi Fatuzzo ~

DNA
Presenze corporee

a cura di Paolo Giansiracusa

 


 

Tutto è prossimo alla notte dell'universo.


Corpi lacerati, esplosi in mille brandelli tra le lamiere e le carcasse di automobili in fiamme. Carne e sangue come schegge di fango mascherano l'antica bellezza, sono i frantumi di un'armonia tradita, sono i relitti della vita che non c'è più, i resti macabri di uomini che hanno perduto i loro volti.
Volti
scavati dall'alcool e dalla droga, membra distrutte dal peso delle angherie, uomini soli in cerca di una carezza, di un avanzo putrido pur di placare il bisogno. Vite inespresse per la fame, per le epidemie, per le conseguenze della violenza.
Violenza
e barbarie, odio e miseria, rancori e contrasti si mischiano con ferocia coinvolgendo ogni affetto, travolgendo ogni fede, calpestando ogni morale, cercando ovunque la stessa vittima.
Vittima
è sempre l'uomo da qualunque parte stia. Prigionieri e aguzzini, violentatori e stuprati, spacciatori e drogati, guerriglieri e uomini inermi sono accomunati dalla stessa sorte, quelle luttuosa, definitiva, della morte.
Morte
e polvere di morte negli altissimi palazzi di vetro, nei villaggi del deserto, nei cieli e nei mari, nelle piste d'asfalto e nelle oasi felici. Morte e lamento nelle piccole case dei pastori, paura e sgomento nelle ville lussuose, pianto ed angoscia nelle piazze di notte.
Notte
senza sogni, notte senza amore, notte senza speranza per il giorno che viene. Morte nei luoghi della creatività e della poesia: solo rumore assordante, fragorosi scoppi che annientano ogni esistenza. Tutto è prossimo alla notte dell'universo.

Questo è lo scenario in cui si muovono Giovanni Blanco, Giuseppe Bombaci, Luigi Fatuzzo, Pietro Marchese, Davide Tito. La loro pittura, la loro intuizione plastica, il segno graffiante e la materia tormentata, sono un taccuino di viaggio intorno all'uomo, ai suoi problemi nel tempo presente, al suo dramma tessuto con le trame dell'intolleranza e dell'incomprensione. Nelle loro opere un silenzio atroce avvolge i corpi di carne e si fa morsa che soffoca il respiro delle creature appena germogliate. Il loro è un racconto di vite recise, di contrasti feroci che sporcano l'orizzonte, che dilaniano i cuori.
Argille plasmate con fare dinamico, colori macchiati dalla ruggine e dal catrame, segni spezzati che trafiggono come lance di fuoco... questi sono gli elementi che danno corpo al loro scenario creativo. Si tratta certamente di un messaggio che trasmette inquietudine e sgomento, ma è vero, è autentico, così come dovrebbe essere tutte le volte che fiorisce il messaggio dell'arte.
Dell'ipocrisia, delle balordaggini, dei decorativismi, delle improvvisate... d'altra parte non abbiamo alcun bisogno. Solo la verità ci interessa poiché su di essa sono fondate le ragioni del passato e quelle del divenire.
 

Paolo Giansiracusa

 

 

 

 


Giuseppe Bombaci


Pietro Marchese


Giovanni Blanco

     


Davide Tito


Luigi Fatuzzo