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6 - 31 dicembre 2008 - orario 10.00/13.00 - 17.00/20.00 |
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Franco Polizzi OPERE RECENTI
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Ma dove si trova Polizzi? Che è un pittore ma che è anche un luogo. E' nato a Scicli, poi ha studiato a Venezia e ha abitato a Roma. Quindi è tornato a Scicli. Se esci da Arcadie e Paradisi non ci torni più? Nessuno ti ci fa rientrare? Ne era convinto Gesualdo Bufalino. E invece Polizzi c'è rientrato. Magari non proprio nell'Eden, questo no, ma in alcune sue riuscitissime metafore che sono gli orti, le terrazze e i giardini della contea di Modica. E qualsiasi ritorno ha un valore fondamentale nella vita di una persona, così come per l'andamento generale di una civiltà, di una cultura. Vuoi dire focalizzazione e conservazione di radici, significa aver compreso ciò che conta davvero nel mondo della dispersione e della consumazione di tutto. Dunque Polizzi, il cui viaggio non è una partenza ma un ritorno, si è assunto il compito: non dire molto, esprimi poco di te, mantieni il riserbo, il segreto, e qualsiasi cosa tu dica ripetila fino a sprigionarne la scintilla nascosta. Sole, pleniluni, campi gialli, mura secche, per quadri e quadri: tutto così. Ogni artista è posseduto da una qualche ossessione. Quelli sono i luoghi di Franco. E «quando dico un luogo» ha scritto Roberto Andò proprio circa questo lembo della Sicilia e, dunque, su Polizzi, «dico quella geometrica disposizione nello spazio di elementi naturali e di interventi umani, architetture, forme, colori. Dico anche luogo il riverbero della luce, la sua speciale moralità, il suo modo speciale di fare giustizia delle cose, di tagliare gli spazi con ombre, di rendere limpido o opaco lo sguardo, con le conseguenze che ne derivano sulle nostre azioni, sulle nostre intenzioni» Tratto dal testo " Le mille e una luce " di Marco Di Capua. Edizione Linea D' Ombra |
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