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6 - 20 giugno 2009 - orario 10.00/13.00 - 17.00/20.00 |
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Giuseppe De Luca OPERE RECENTI
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...Una pittura originalissima, connotata dal tratto evidente, come è stato detto, dell'uso di una materia "terragna e gessosa", in delicato equilibrio sulla risicata linea di confine tra espressionismo più spinto e puro astrattismo, di cui si sono individuate risonanze con il naturalismo informale di matrice padana, l'esercizio di snebbiature o acquei vapori informali, ancorché mi sembri più vero - o più evidente - il solido radicamento della pittura di De Luca dentro l'alveo della meridionalità, nel lirico intreccio tra densa luce mediterranea e temi - come direbbe Sciasela - "delle cose di Sicilia". Da qui, quella che a me pare, un'originalissima poetica pittorica della "reticenza allusiva", una reticenza, che a volte è intrisa, come si diceva, di una sorta di pudore espressivo, specie quando si accosta a temi cari - o temi della sacralità religiosa - o comunque al delicato scandaglio del cosmo memoriale. E saranno venti anni ora che abbandonando definitivamente la chiarezza del segno grafico, il naturalismo espressionista, De Luca inaugurava la stagione della pittura grumosa - a volte spessa come i calli delle mani dei contadini della sua terra - la deformazione dei tratti fisiognomici, le risoluzioni compositive per macchie di colore: un uniforme impasto dove soggetto e sfondo si fondono, sicché poi è un tratto, un appiglio, un segno, che porta l'occhio di chi guarda a individuare soggetto e tema. Pitture che sembrano rifrangere una filosofia espressiva d'ascendenza schopenaueriana, con il senso sacrale del velo del mistero - mistero dell'essere e del vivere - che ammanta ogni cosa, la vera entità dell'imperscrutabile darsi delle cose create, per cui è solo attraverso una sorta di approssimazione al vero, che la rappresentazione trova un'essenza oltre il banale del visibile, del dato che si dà nella sua parvente pienezza. ...Una pittura alla quale l'artista pachinese, pur restando fedele ai vincoli memoriali e tematici del suo essere siciliano, che ne costituisce il cosmo ispirativo, esistenziale e storico - sia che vada verso il paesaggio che verso l'antropologia del mondo del lavoro d'un tempo - apporta una forma di sdoganamento internazionale dei cliché della sicilianità in chiave mitopoetica, assumento, per certi versi, il paradigma espressivo che tanto fu caro allo scrittore Gesualdo Bufalino, della luce e del lutto. ...E da qui, forse, anche il ripiegamento di Giuseppe De Luca in un coraggioso riserbo elitario, il disdegno a mettersi in mostra ovunque e comunque, la decisa scelta di una produzione per estimatori, fuori da ogni logica commerciale, in una dimensione pervasivamente d'artista votato al codice stilistico ed emozionale di un'arte dentro la cosmologia di delicatissime risonanze interiori e coltissime "reticenze allusive". Giuseppe Drago |
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