Archivio
Cyperus Papyrus
Accanto alle personali di grafica, la pagina «La Storia» ricorda una rassegna internazionale di incisioni su carta papiro di Siracusa, intitolata «Cyperus Papyrus». Il titolo è tutto ciò che individua la mostra. Non seguono artisti, non segue un anno, non segue un numero di fogli.
Incisioni vuol dire stampe. Carta papiro di Siracusa è il supporto che Cucè nominò, non una bottega e non una sosta. Internazionale è l'aggettivo della rassegna, senza l'elenco dei paesi. Chi allunga il titolo in un itinerario del papiro sta scrivendo un'altra pagina.
Quadrifoglio resta la galleria che conservava questo ricordo, in Via SS. Coronati, 13. Non è scritto che la carta sia stata fabbricata nel suo laboratorio. La stamperia d'arte è l'altro mestiere della sede, detto a parte. Tra le due frasi non c'è un ponte esplicito, e non lo si aggiunge.
Cosa c'è nel titolo
Cyperus Papyrus è il nome latino della pianta del papiro, usato qui come titolo di rassegna. La pagina non spiega il latino e non ne fa una lezione di botanica. Lo stampa tra virgolette, come titolo. Basta leggerlo così: un nome di mostra, non un cartello didattico.
«Incisioni» restringe il campo alla stampa d'incisione, non al disegno e non al souvenir dipinto a mano per il passante. «Su carta papiro» dice il supporto. «Di Siracusa» lega quella carta alla città, nel testo di Cucè, senza indicare un laboratorio, un museo o una via. «Internazionale» dice che la rassegna non era presentata come solo locale. I partecipanti non sono nominati.
Manca l'anno. Manca l'inaugurazione. Manca l'orario. L'unico orario di mostra rimasto in questo archivio è quello di Francesco Bertrand, dicembre 2015, su un'altra pagina, e non si travasa su Cyperus Papyrus. Le due mostre non sono la stessa mostra.
Manca anche un confronto con le otto personali di grafica. Stanno vicine nel ricordo, non in un'unica lista. Giannini o Mirò non diventano, per vicinanza, autori di questa rassegna. Se lo fossero stati, il testo avrebbe potuto dirlo. Non lo disse.
La carta non è un percorso
Siracusa, in questa frase, è l'origine della carta nominata, non un giro. Ortigia, il lungomare, una bottega che vende fogli al turista: niente di questo è Cyperus Papyrus. La rassegna è un ricordo di incisioni. Il foglio da banco, oggi, è un altro oggetto, e non va fotografato al posto della mostra.
Chi dorme in Calabria e attraversa lo stretto non trova, nel titolo, una tappa intermedia. Villa San Giovanni o Reggio verso Messina, poi la costa orientale fino al civico 13: il viaggio, se si fa, finisce alla galleria, non a una dimostrazione di papiro. I minuti e il prezzo del traghetto non stanno qui. Si controllano il giorno della partenza.
Nemmeno Via SS. Coronati diventa, per questo titolo, un laboratorio del papiro aperto al pubblico. Cucè non scrisse visite, corsi, né vendita di carta. Scrisse che la galleria ricordava la rassegna. Il ricordo si legge sull'archivio. La visita si chiede.
Chiederla al contatto ha senso solo se la domanda è precisa: se di Cyperus Papyrus resti una traccia in sede. L'email è info@galleriaquadrifoglio.it. Il telefono è 0931 64443. Una domanda sul «papiro in città» è un'altra pratica, e non è questa galleria a doverla soddisfare.
Cosa non si inventa per riempire il titolo
Non si inventa l'elenco degli incisori. Internazionale non è un permesso di aggiungere nazioni. Non si inventa la tiratura. Non si inventa il formato del foglio. Non si inventa un premio, un comitato, un catalogo. Se un catalogo esiste altrove, non è stato ristampato su questa pagina, e non si finge che lo sia.
Non si descrive un'incisione. Un soggetto — una pianta, un profilo, una costa — sarebbe un'opera messa in mostra da questo sito, non da Cucè. Il titolo parla di incisioni al plurale e non ne mostra una. Il plurale resta senza esempi.
Non si sposta la rassegna nel laboratorio solo perché le due cose stanno in una galleria che è anche stamperia. Possono essere state collegate. Il testo non lo afferma. Fino a una frase nuova, restano un mestiere e una mostra ricordata.
Non si aggiorna «ventisette anni» per datare Cyperus Papyrus. Quei ventisette anni sono il conteggio dell'attività, circa un quarto di secolo dopo il 1974, non l'anno della rassegna. Usarli come data della mostra è un calcolo, non una fonte. Il titolo resta senza anno, e senza anno si cita.
Come citarla senza allungarla
In una frase sola: la Galleria Quadrifoglio ricordava una rassegna internazionale di incisioni su carta papiro di Siracusa, intitolata Cyperus Papyrus. Ogni parola in più va giustificata con la pagina. Se non c'è sulla pagina, non entra nella frase.
- Non aggiungere artisti «probabili».
- Non trasformare la carta in una visita guidata.
- Non copiare le ore del dicembre 2015.
- Non promettere che i fogli siano esposti.
La lista è un freno, non un programma di sala. Serve a chi scrive alla galleria dalla Calabria e sarebbe tentato di sembrare informato. Essere informati, qui, è ripetere il titolo giusto e ammettere il resto.
Se la galleria risponde che non ne resta traccia, la pagina storica non diventa falsa. Diventa quello che è: un ricordo pubblicato, senza un'appendice. Il viaggio si può annullare. Il titolo si può lo stesso citare correttamente.
Il quadrifoglio del 1974, il laboratorio e questa rassegna sono tre righe della stessa storia. Non sono tre biglietti. Chi ne usa uno solo, e lo usa intero, è già fedele al testo. Chi li cuce in un'esperienza di visita sta progettando una giornata che Cucè non ha venduto.
Prima di muoversi per questo titolo
Cyperus Papyrus non è un motivo automatico per lasciare la Calabria. È un motivo per leggere, e solo forse per chiedere. La differenza sta nella risposta. Senza risposta, il traghetto non ha una mostra ad attenderlo.
Con una risposta affermativa, il civico è comunque Via SS. Coronati, 13, 96100 Siracusa, non un altro indirizzo «del papiro». Con una risposta negativa, si resta. Entrambe le risposte sono più utili di un arrivo costruito sul solo titolo.
Il collegamento marittimo resta fuori dalla galleria. Non si chiede a Quadrifoglio se il mare è calmo. Si chiede, se si chiede, della rassegna. Lo stretto si guarda sul servizio che si intende usare, la mattina in cui si parte.
Fino a quel messaggio, Cyperus Papyrus è un titolo in un archivio. Vale come titolo. Non vale come appuntamento, né come carta da comprare, né come prova che il laboratorio di Via Coronati abbia fabbricato il supporto. Chi parte lo stesso, parte per il civico, non per una rassegna che nessuno ha confermato. Il titolo si può citare restando in Calabria, e non obbliga a partire.
Domande frequenti
Che cos'è Cyperus Papyrus, su questa pagina?
Il titolo di una rassegna internazionale di incisioni su carta papiro di Siracusa, ricordata da Mario Cucè. Non è un'opera singola e non è un negozio.
Chi espose?
La pagina non lo scrive. Non si aggiungono nomi per completare il titolo, nemmeno quelli delle personali di grafica vicine nel testo.
La carta fu fatta nel laboratorio della galleria?
Non è detto. Stamperia e rassegna sono due frasi distinte. Fonderle sarebbe un'attribuzione nuova.
Le ore della mostra Bertrand valgono anche qui?
No. 10.00–13.00 e 17.00–20.00, con inaugurazione il 5 dicembre 2015 alle 18.00, riguardano solo quella mostra.
