Galleria d'Arte
Quadrifoglio

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Le personali di grafica

Sulla pagina «La Storia» Mario Cucè scrisse di centinaia di mostre allestite, e fra quelle di grafica gli piaceva ricordare le personali di Giuseppe Giannini, Walter Piacesi, Gianni Dova, Karl Plattner, Mino Maccari, Renzo Vespignani, Domenico Purificato «e l'ultima del grande Joan Mirò». È una scelta sua, non il censimento. Non è una promessa che i fogli siano in Via SS. Coronati 13.

Personale, in quella riga, vuol dire una mostra dedicata a un nome. Non vuol dire una scheda: niente soggetto, niente tecnica oltre la parola grafica, niente tiratura. Il laboratorio calcografico, detto altrove nella stessa pagina, non viene indicato come il luogo in cui quei fogli furono stampati. Presentare non è stampare, finché il testo non lo dice.

Chi ha una camera in Calabria e pensa di attraversare lo stretto per «vedere quei nomi» deve trattare l'elenco come memoria. Il collegamento da Villa San Giovanni o da Reggio verso Messina si verifica il giorno stesso. La domanda sulla sala si fa al contatto: 0931 64443, info@galleriaquadrifoglio.it.

Otto nomi, nell'ordine della pagina

L'ordine che segue è quello del ricordo, non una classifica. Giannini, Piacesi, Dova, Plattner, Maccari, Vespignani, Purificato, Mirò. Spostarli per notorietà cambierebbe la frase. Mirò sta in fondo perché Cucè lo indicò come l'ultima personale di grafica, allora, non perché questo sito lo metta sopra gli altri.

Nome sulla paginaCosa dice il testo
Giuseppe GianniniPersonale di grafica
Walter PiacesiPersonale di grafica
Gianni DovaPersonale di grafica
Karl PlattnerPersonale di grafica
Mino MaccariPersonale di grafica
Renzo VespignaniPersonale di grafica
Domenico PurificatoPersonale di grafica
Joan Mirò«L'ultima del grande Joan Mirò», com'egli scrisse

La tabella non aggiunge opere. Ripete il grado di informazione che Cucè diede: un nome e il fatto che ci fu una personale di grafica. Chi cerca un titolo di foglio non lo trova né nella tabella né nel paragrafo originale.

Otto righe non sono nemmeno la prova che le mostre siano state contemporanee. Il testo le ricorda insieme. Non stampa otto date. Una personale può essere durata una settimana oppure un mese, e qui non è detto. L'unica mostra con giorni e ore rimasti in archivio è un'altra, e non è di grafica.

«L'ultima, allora» vale per il momento in cui la pagina fu scritta. Non è un aggiornamento. Dopo quel ricordo la galleria può aver fatto altre mostre di stampe, e questo archivio non le elenca. Trattare Mirò come l'ultima mostra in assoluto della sede sarebbe un passo che Cucè non fece.

Nessuna scheda al posto del nome

Di Giuseppe Giannini la pagina non dice altro che il nome dentro l'elenco. Lo stesso per Walter Piacesi, Gianni Dova, Karl Plattner, Mino Maccari, Domenico Purificato. Non c'è una città d'origine, non c'è un anno di nascita, non c'è una frase critica. Aggiungerle, anche se circolano altrove, le farebbe passare per testo della galleria.

Joan Mirò è il nome più facile da riempire, proprio perché è noto. Qui non si descrive un segno, un colore, un formato. La notorietà non è una didascalia. Cucè lo mise in coda all'elenco delle personali di grafica e si fermò. Il fermo è il dato.

Renzo Vespignani compare anche tra le mostre di pittura, più avanti sulla stessa pagina. Sono due ricordi. Una personale di grafica non diventa, da sola, la mostra di pittura, e il contrario nemmeno. Tengono lo stesso nome e due righe diverse. Vanno lasciate diverse.

Il laboratorio e la stamperia restano la frase generale sul mestiere di Quadrifoglio. Non sono la firma in calce a questi otto nomi. Scrivere che Via Coronati abbia stampato la personale di uno di loro è una attribuzione. La pagina non la contiene.

Grafica, pittura, scultura: tre elenchi

La pagina separa. Prima le personali di grafica, con questi otto nomi, e la rassegna «Cyperus Papyrus». Poi le mostre di pittura, con un altro elenco. Poi la scultura, con la difficoltà dei trasporti e altri nomi ancora. Leggere tutto come un'unica collettiva cancella la separazione che Cucè aveva scritto.

Cyperus Papyrus non è l'ottava personale e non è la nona. È una rassegna internazionale di incisioni su carta papiro di Siracusa, ricordata accanto, con un titolo suo. Non va infilata nella tabella delle personali per farla più lunga. Il titolo merita di restare un titolo, non una riga anonima.

La frase sulla sala — dipinti e sculture più o meno figurativi, più o meno astratti — non etichetta questi fogli. Una stampa può essere figurativa o no, e il testo non lo decide nome per nome. Chi vuole quello stile lo chiede come domanda, non lo deduce da Giannini o da Mirò.

Francesco Bertrand, 5–31 dicembre 2015, sta su un'altra pagina e non entra in questo elenco. Le ore 10.00–13.00 e 17.00–20.00, e l'inaugurazione del 5 alle 18.00, riguardano quella mostra. Non datano Giannini e non datano Mirò.

Cosa si può dire a voce alta

Si può dire: la galleria ricordava queste personali di grafica. Si può dire l'ordine. Si può dire che Mirò era indicata come l'ultima allora. Si può dire che i fogli non sono descritti. Si può dire che non è scritto se siano ancora in sede.

Non si può dire il prezzo di un foglio, perché non c'è. Non si può dire che una personale sia stata la più vista, perché non c'è un numero. Non si può dire che un artista «abbia lavorato in laboratorio» a Siracusa, perché la pagina non lo mette al torchio. Il torchio, del resto, non è nemmeno nominato.

Non si può usare l'elenco come guida della città. I nomi non sono monumenti e non sono un percorso dopo lo stretto. L'archivio tiene la storia della galleria. Il tratto da Messina a Siracusa si controlla su una carta del giorno, non su questa lista.

In una lettera alla galleria i nomi si possono citare come li scrisse Cucè, con una domanda secca: se di quelle personali resti qualcosa da vedere. La risposta può essere no. Il no non corregge la pagina storica. La lascia com'è.

Se si scrive dalla Calabria

Il messaggio utile sta in tre righe. L'indirizzo: Via SS. Coronati, 13, 96100 Siracusa. La domanda: se le personali di grafica ricordate sulla pagina siano un motivo per passare. Il viaggio: lo organizzo io, non chiedo un orario di traghetto. Il resto — stili, aneddoti, confronti tra un nome e l'altro — non aiuta chi deve aprire una porta.

Partire da Villa San Giovanni o da Reggio senza quella risposta significa arrivare davanti a un civico con un elenco in tasca. L'elenco è vero. La visita non è ancora vera. Sono due tempi diversi, e il secondo non si ricava dal primo.

Se nessuno risponde, l'elenco si legge lo stesso. Non obbliga ad attraversare. Quadrifoglio, in questa pagina, è una galleria che ha nominato delle mostre di grafica. Non è un appuntamento fissato per chi dorme di là dallo stretto.

I ventisette anni del testo restano il suo conteggio, non una garanzia che gli otto nomi coprano tutto quel periodo. Mancano le date. Dove mancano, si tace. Il silenzio sulle date è più preciso di un calendario ricostruito a mente, e non si riempie con il dicembre 2015.

Domande frequenti

Quante personali di grafica ricorda la pagina?

Otto nomi: Giannini, Piacesi, Dova, Plattner, Maccari, Vespignani, Purificato e Mirò. Mirò è indicata come l'ultima allora, non come l'ultima in assoluto fino a oggi.

I fogli sono descritti?

No. Non ci sono soggetti, misure o tirature. Il testo dà il nome e il fatto di una personale di grafica, e si ferma.

Sono state stampate nel laboratorio della galleria?

La pagina non lo dice. Laboratorio e personali stanno in frasi diverse, e non vanno fuse in una sola attribuzione.

Si possono vedere adesso?

Non risulta da questo archivio. Si chiede a info@galleriaquadrifoglio.it o al 0931 64443 prima di attraversare lo stretto.